C'è ancora qualcosa da raccontare fullscreen

C’è ancora qualcosa da raccontare…

Se c’è una cosa difficile da fare per un fotografo è avere qualcosa di nuovo da raccontare, questa difficoltà per me è paragonabile alla musica, tutto è stato scritto, tutto è stato suonato e cantato nel migliore dei modi dai migliori artisti, musicisti, cantanti, cantautori, lo stesso vale per la fotografia. I migliori capolavori non a caso fanno parte del passato. Ora la sfida è sperimentare cose nuove rischiando di uscire da ogni “logica”, o continuare ad interpretare la propria realtà al meglio delle proprie possibilità creative, rischiando di sentirsi dire ancora: già visto, già raccontato, o peggio: “non è questo il genere che viene premiato”.  Il dubbio rimane.  Ma nel dubbio continuo per la mia strada…

If there is a hard thing to do for a photographer is to have something new to tell, this difficulty for me is comparable to the music, everything has been written, everything has been played and sung in the best way by the best artists, musicians, singers, songwriters, the same goes for photography. The best masterpieces in no case are part of the past. Now the challenge is to try new things threatening to get out of any “logic”, or continue to interpret their own reality to the best of its creative possibilities, the risk of being told again already seen, already told you, or worse, “this is not the genre that is rewarded. ” The doubt remains. But when in doubt continue on my way …

4 Commenti

  1. 2 marzo 2014 at 12:17 · Rispondi

    Magari le cose da dire sono le stesse ma i modi per farlo cambiano e per un fotografo direi che è tutto. Ognuno ha il suo stile, il tuo è inconfondibile, c’è chi l’apprezza e chi no, ma la cosa più importante rimane trasmettere qualcosa. Continua a farlo che ti riesce bene!

    • Gianluca
      2 marzo 2014 at 17:13 · Rispondi

      Ti ringrazio per lo stimolo, in questo periodo credo proprio di averne bisogno.

  2. 23 aprile 2014 at 10:14 · Rispondi

    Comunicare è l’intento di ogni artista. Un sentimento, un evento, un’emozione.
    Bambole senza cuore, prive d’affetti, adornate di colori che son già d’altre mode…e noi osservatori schivi a muover attenzioni, solo giudici impietosi di una società che rende ogni gesto alibi per nuove attrazioni, disillusi da una bellezza che è origine nostra ma disconosciamo per un apparire chè solo maschera

    niki

    • Gianluca
      23 aprile 2014 at 16:02 · Rispondi

      Grazie per il commento profondo e complesso, d’altronde quando si fotografa una bambola, viene sempre fortemente stimolata la fantasia dell’osservatore…

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